Cerca nel blog

Visualizzazioni totali

venerdì 24 agosto 2012

I distrurbatori del WEB: i troll

I disturbatori del Web da un articolo de la Repubblica.it del 13 giugno 2012.

Secondo la defininizione di Wikipedia, "il troll è una persona che interagisce con gli altri utenti tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso. Il suo obiettivo è disturbare la comunicazione e fomentare gli animi". Ebbene, adesso il governo britannico ha deciso di dichiarare guerra ai cyberbulli. Al vaglio della camera dei Comuni il disegno di legge contro la diffamazione e le molestie online. Per esercitare la propria attività, i gestori delle piattaforme web avranno l'obbligo di dare alle autorità inglesi i dati identificativi degli utenti. Ai provider sarà garantita dal governo una tutela speciale per eventuali ricorsi legali, in caso che i troll decidano "in nome della libertà di espressione" di opporsi e costituirsi parte civile.

LE FOTO: FACCE DA TROLL 1

La norma. L'articolo di legge antitroll è contenuto nel quinto paragrafo del 'Defamation Bill 2'. La nuova riforma tende a velocizzare e semplicare il procedimento di individuazione del diffamatore virtuale, ricorrendo a un giudice di grado inferiore della High Court. La nuova regola si applicherà a tutti i siti, indipendentemente dal server su cui è ospitato. Si tratta di un cambiamento epocale
che però mette a rischio il diritto di rimanere anonimo sul web. "Il governo consente alle persone di proteggere la propria reputazione online in modo efficace", spiega un responsabile dell'esecutivo.

Il no dei difensori della privacy. Seriamente preoccupate e poco entusiaste le associazioni favorevoli all'anonimato nella rete. Si teme che la nuova legislazione colpisca quei siti d'informazione che si basano sulle soffiate anonime, limitando così la libertà d'espressione. "La maggior parte degli operatori non sono in grado di sapere se il materiale pubblicato è diffamatorio o meno, e molto spesso - di fronte a una denuncia - decideranno dirimuovere immediatamente gli articoli", ha detto ha detto Emma Draper, responsabile della comunicazione dell'organizzazione 'Privacy International'. "Tuttavia, se la scelta è tra la tutela l'anonimato degli utenti o evitare un contenzioso potenzialmente costoso, molti piccoli operatori opteranno per la pubblicazione dei dati dell'utente che diffamano il denunciante".  (13 giugno 2012)

lunedì 13 febbraio 2012

Residenti a Vicenza.


La Gazzetta di Parma

Hacker per spionaggio industriale: nei guai tre ex dipendenti di un'azienda di Parma

Avviso di fine indagine per tre ex dipendenti di una società parmense di progettazione e installazione di software per le imprese, accusati di aver fatto spionaggio industriale per carpire informazioni informatiche dalla azienda ed offrire così alla clientela, attraverso una nuova società, prodotti analoghi a prezzi più vantaggiosi.
L'inchiesta era nata nel 2010 dopo che la ditta, la Cdm Tecnoconsulting, aveva rilevato una strana "migrazione" di clienti. Successivamente, controlli sulla rete informatica avevano messo in luce accessi abusivi, da cui la denuncia. L'indagine, affidata alla polizia postale, è stata coordinata dal pm della procura di Bologna Antonella Scandellari.
Nello specifico un 46enne di Modena e un 40enne di Este (Padova) ma residente del Vicentino sono accusati di accesso abusivo al sistema informatico, intercettazione di comunicazioni e rivelazione del contenuto dei documenti segreti. Per l’accusa il 40enne aveva fatto diversi accessi alla casella di posta elettronica di un dipendente, ignaro dell’accaduto, per carpire informazioni commerciali riservate e inoltrarle al 46enne, presidente della ditta concorrente.
 
Quest’ultimo inoltre, è accusato anche di turbata libertà dell’industria e rivelazione di segreto professionale perchè con la complicità di un 48enne di Parma (impiegato nel settore commerciale della Cdm fino al al gennaio 2008) si faceva consegnare informazioni commerciali riservate. Non solo: il 48enne non ha concluso varie trattative solo per recare vantaggio alla ditta concorrente, che in effetti è riuscita così più facilmente a perfezionare accordi con i clienti. Il 48enne non a caso, quando ha lasciato la Cdm, ha poi intrapreso una collaborazione con l’azienda che aveva avvantaggiato. Infine il padovano di 40 anni è anche accusato di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici.
L'avv.Chiara Rinaldi, che ha assistito la Cdm Tecnoconsulting, ha elogiato l’operato della polizia postale caratterizzato da «sollecitudine, celerità e precisione».