Cerca nel blog

Visualizzazioni totali

lunedì 12 aprile 2010

Facebook problemi sicurezza tasto panico

dirigenti di Facebook sono dovuti incontrare il capo di un'agenzia di protezione dei minori britannico a Washington per discutere le misure di sicurezza sul sito di social networking.

E 'stato criticato dalla Child Exploitation e Online Protection (CEOP) Centro per non installare "pulsanti panico" su ogni pagina.

direttore CEOP Jim Gamble ha detto che il problema è urgente dopo l'assassinio di un adolescente da un uomo che ha incontrato sul sito.

Facebook ha detto che prende sul serio la questione e ha accolto con favore l'incontro.

Essa ha detto che avrebbe annunciato le eventuali modifiche ai piani successivo alla riunione.

'Urgenza'

Aveva detto in precedenza che non sarebbe installare un pulsante "antipanico" sulle sue pagine principali per gli utenti di segnalare presunti pedofili, ma sviluppare il suo sistema esistente.

La società ha detto che sarebbe installare dei link ad organizzazioni tra cui CEOP sulle sue pagine di segnalazione ma il signor Gamble ha detto che non riusciva a capire perché Facebook non è d'accordo ad adottare il pulsante su ogni pagina, come era un modo libero di contribuire a "salvare alcuni bambini".

"Se hai intenzione di gestire un business che incoraggia le persone a frequentare il luogo pubblico in modo da poter pubblicizzare a loro, poi vediamo dopo di loro mentre sono lì".

La scorsa settimana l'onorevole Gamble ha annunciato l'agenzia aveva ricevuto 252 denunce di Facebook nei primi tre mesi dell'anno - con il 40% di loro circa il potenziale di "grooming" dei bambini.

Ha detto che le denunce erano venuti via e-mail e le persone che utilizzano altri mezzi di sporgere denuncia al centro, come non potevano farlo attraverso Facebook.

I dati sono stati rivelati come parte della campagna CEOP Facebook di convincere a cambiare idea.

Il pulsante "panico" in questione è già utilizzato da altri siti web, tra cui Bebo. Cliccando su di esso richiede alle persone di un sito che spiega come gestire bullismo online, hacking, virus, penosa e materiale inappropriato il comportamento sessuale.

Signor Gamble ha detto che il problema era urgente, soprattutto dopo l'assassinio di 17 anni, studente di Ashleigh Hall nella contea di Durham lo scorso ottobre da Peter Chapman, un uomo che ha incontrato attraverso il sito.

Il mese scorso Chapman, 33 anni, è stato imprigionato per almeno 35 anni per l'uccisione.

L'adolescente era stata violentata, soffocata e il suo corpo oggetto di dumping in un campo vicino a Sedgefield, nella contea di Durham, dopo aver accettato di incontrare Chapman.

All'inizio di quel mese, era stata attratta da una foto di un giovane a torso nudo che Chapman - che si fa chiamare Peter Cartwright - aveva postato su Facebook.

Facebook si è detta "profondamente addolorato per la tragica morte".

martedì 30 marzo 2010

Furti elettronici

Saccheggiati centinaia di conti correnti: accusati di phishing.
Associazione a delinquere finalizzata al reato di phishing. E' questa l'accusa mossa nei confronti di diciassette persone (3 italiani, 10 romeni e 4 egiziani) arrestate a seguito di una ampia operazione di polizia giudiziaria portata a termine dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia. Gli arresti sono stati eseguiti in Romania con mandato di arresto europeo e nelle province di Milano, Padova e Novara.

Stando all'accusa, la banda, attraverso decine di migliaia di e-mail fasulle apparentemente provenienti dalle Poste e da istituti di credito, avrebbe saccheggiato i conti correnti di centinaia di utenti con un bottino stimato di circa un milione di Euro. Le false e-mail contenevano richieste di aggiornamento o conferma delle credenziali di accesso ai conti, con dei link che indirizzavano apparentemente verso il sito ufficiale di vari istituti. La realtà era ben altra: i malcapitati venivano portati su dei siti copia che simulavano, nella grafica e nei contenuti, quello originale ma che erano invece gestiti dall'organizzazione criminale.
Pubblicato da http://depaoli.pbwiki.com a 00.59 0 commenti

domenica 14 marzo 2010

VIDEO CHAT IN SESSIONI LAMPO

MILANO - Il contatto con perfetti sconosciuti, un breve sguardo in una camera ignota - questo è il successo di Chatroulette, la video chat che mette in contatto in sessioni lampo e in modo del tutto casuale persone che non si conoscono. La formula di successo del sito ha già fatto il giro del mondo. Tuttavia, il principio alla base della roulette, ovvero l'anonimato degli utenti, viene ora in parte svelato da un nuovo servizio online.

IL BOOM - Il portale Chatroulette.com, l’ultimo arrivato in materia di network di socializzazione, è già tanto popolare che la sua crescita è esponenziale. Il sito, inventato dal diciassettenne russo, Andrey Ternosvkiy, dove non ci sono regole, non ci sono controlli, tutto si svolge a caso, anonimamente, a grande velocità, come in una roulette appunto, viene ora in parte smontato da un altro portale. Il nuovo nato, già cliccatissimo in queste ore, si chiama Chatroulettemap.com: non fa altro che localizzare gli utenti Chatroulette, basandosi sul loro indirizzo IP, evidenziandoli poi sulle mappe di Google. La pagina web svela inoltre dov'è utilizzato maggiormente Chatroulette e grazie alle foto, si può stimare anche l'età dell'utente. Non elenca però tutti gli utenti.

REAZIONI - Il suo inventore, Ternosvkiy, non vede però con preoccupazione il nuovo sito: «Sì, l'ho visto anch'io e lo trovo divertente». Il suo fortunato giocattolino, lanciato nel novembre 2009, ha già attirato l'attenzione degli investitori dopo quella degli utenti. Gli internauti che usano regolarmente il portale, invece, non trovano affatto divertente essere "smascherati" dal sito di mappatura. In molti blog criticano che il fascino della roulette venga così di fatto distrutto. Al momento la mappa elenca qualche migliaio di utenti, alcuni dei quali anche in Italia - la maggior parte situati nell'area milanese. C'è però una via d'uscita per chi vuole continuare a restare anonimo: l'utente può fare togliere la propria immagine facendo richiesta con una mail a Chatroulettemap.

venerdì 12 marzo 2010

GOOGLE CINA FILTRI E CENSURA SI CERCA MEDIAZIONE.

(ANSA) -PECHINO, 12 MAR- Google dovra' 'far fronte alle conseguenze' se continuera' a 'violare leggi e regolamenti cinesi'. Lo dichiara il ministro dell'industria. Li Yizhong ha definito in una conferenza stampa a Pechino 'irresponsabile e non amichevole' il comportamento della compagnia informatica americana, che da gennaio non usa i 'filtri' previsti dalla censura cinese per i contenuti che appaiono sul suo popolare sito web. In corso negoziati tra Pechino e Google per trovare una soluzione